FINO AGLI ESTREMI CONFINI DELLA TERRA

Storia del cristianesimo in Giappone di Gerardo Ferrara Mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra (ἔσεσθέ μου μάρτυρες ἔν τε Ἰερουσαλὴμ καὶ ἐν πάσῃ τῇ Ἰουδαίᾳ καὶ Σαμαρείᾳ καὶ ἕως ἐσχάτου τῆς γῆς) (Atti degli Apostoli 1, 8). L’anima ama la carne, che …

TRA GUERRA E PACE

Eugenio Corti: epopea di uno scrittore, di un uomo, di un cristiano Di Gerardo Ferrara Un'epopèa (ant. epopèia) [dal gr. ἐποποιΐα, comp. di ἔπος (v. epos) e ποιέω «fare»] è una narrazione poetica di gesta eroiche, cioè un poema epico o un ciclo di poemi, che raccoglie in unità organica racconti leggendarî per lo più elaborati dalla tradizione. Così è stata la vita …

Dalla Siria all’Armenia, tra persecuzioni e risurrezione

Intervista di Gerardo Ferrara a padre Bedros Marashli Haddad, sacerdote armeno cattolico I corridoi, gli atri, le scale e i portici delle Università Pontificie di Roma sono luoghi strani, anzi, più “non luoghi”, per usare un’espressione nota ai sociologi e agli antropologi. I “non luoghi”, infatti, possono essere stazioni, aeroporti, aree di servizio, ecc., e …

Gerardo Ferrara, La scuola di maglia – Incontro con l’autore

All’una sono già in Piazza delle Coppelle, mentre Gerardo Ferrara arriva qualche minuto dopo di me. Due carbonare, due carciofi alla romana, un po’ di vino ed iniziamo subito a parlare del suo ultimo romanzo “La scuola di maglia“, con cui Gerardo, tra un gomitolo e l’altro, ha avuto il potere di trasferirmi in Basilicata …

L’assassino di mio fratello, commento di P. Maurizio Botta C.O.

Lo scrittore Gerardo Ferrara, ispirato da questo Vangelo, scrisse qualche anno fa un bel romanzo intitolato “L’assassino di mio fratello”, pieno di amore per il popolo di Israele e per la sua tradizione. Uno dei pregi del romanzo, oltre alla precisissima ricostruzione storica, è quello di esplorare il cuore e la mente di questo fratello …

La scuola di maglia

  La scuola di maglia, nuovo romanzo di Gerardo Ferrara, in uscita il 27 febbraio 2016 Questa la storia: Basilicata, 1946. Penelope, giovane e affascinante vedova piemontese di un conte lucano, abita da sola, ridotta in povertà, nel grande e decadente palazzo della nobile famiglia. Lotta per sopravvivere, tra intrighi ed amori torbidi, senza rinunciare …

Farsi schiavo è libertà

    Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi; state dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù. […] Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Purché questa libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri. Tutta la …

No, la prova costume no!

Mi si ripropone…

Gerardo Ferrara

“Urlo” di Edvard Munch (1893)

Stamattina pensavo che la Chiesa cattolica potrebbe, forse, aggiornare la propria liturgia, tenendo conto dell’esistenza di un nuovo periodo liturgico durante l’anno: il Tempo della Prova Costume. Proprio così: ormai, dopo il Tempo di Avvento, di Natale, di Quaresima, quello Ordinario e quello Pasquale, la società postmoderna, così attenta alle nuove esigenze dell’uomo, contempla anche un altro momento di vitale importanza, ovvero quello in cui tutti i fedeli, di qualunque sesso, razza e orientamento politico ricorrono a palestre, centri benessere, diete, yogurt specifici e lampade abbronzanti per essere perfettamente in forma e pronti per il di’ fatale, quando affronteranno il Giudizio Universale sotto l’ombrellone! I sacerdoti dovrebbero, in questo senso, dare il buon esempio celebrando messa in abiti più consoni allo stile necessariamente sobrio del periodo in questione, in cui sacrifici e privazioni indicibili sono richiesti a tutti (mentre ci si scandalizza se, durante la…

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Sogni e miracoli

Buona Pasqua

Gerardo Ferrara

Rimango sempre colpito nel pensare alla millenaria attesa messianica del popolo ebraico, alle preghiere instancabili e a quel senso di appartenenza, di comunità che lo caratterizza. Sia nei brani dell’Antico Testamento che in quelli del Nuovo, nelle preghiere come nelle benedizioni, è facilissimo riscontrare un anelito continuo, quasi una fissazione, per la liberazione dalla schiavitù e dall’oppressione, per l’amore verso Gerusalemme e la Terra Promessa, per il ritorno a Dio e alla patria perduta. In tutto questo, vedo sempre una costante: i sogni, i desideri e le preghiere sono quasi sempre collettivi, per il popolo, per “noi” .

Rispetto agli ebrei, noi cristiani, che celebriamo in questi giorni la Settimana santa e commemoriamo la Pasqua di Gesù Cristo, Dio incarnato, divenuto il cuore della nostra fede al posto della Legge e di Gerusalemme, abbiamo forse perso un po’ l’abitudine di pregare per il nostro popolo, la Chiesa, di desiderare qualcosa…

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