L’uomo da poco

Oggi mi si ripropone…

Gerardo Ferrara

trireme

Penso spesso a te, uomo da poco. Le tue avventure mi hanno conquistato da quando ero bambino. Sentivo parlare dei tuoi numerosi viaggi, delle persone che incontravi, delle avventure per terra e per mare: i naufragi, i pericoli cui eri esposto, le traversate da un capo all’altro del Mediterraneo; i porti e le città, le notti al freddo e i giorni sotto il sole cocente; amici e nemici, accoglienza e rifiuto, abbracci e sputi. La tua vita, così strana, esotica ed eroica, appariva più entusiasmante di un cartone animato o di un telefilm. Il tuo nome ha evocato per secoli Paesi lontani, lingue e genti nuove, mai conosciute prima, sole, aria salmastra e vento che ti accarezza il viso. Mai fermo, mai stanco, mai quieto, mai davvero in pace, seppur pacificato, forse perché anche nel tuo mondo, così come nel mio, non si poteva mai smettere di lottare.

Alla nascita, in una calda…

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Lo scrittore

Gerardo Ferrara

penna-calamaio

Nel cuore della notte, mi siedo a una scrivania. Comincio a frugare tra i cassetti dell’anima, alla ricerca di qualcosa che so di poter trovare ma che non mi è sempre facile tirar fuori. Il ticchettio di una tastiera si confonde con le note di una musica che mi fa compagnia e, mentre il mondo là fuori non sembra voler calmare il suo spirito ribelle, io cerco di mettere pace e ordine dentro me, sperando di far tacere le mille voci che rimbombano nella mia mente e dare, finalmente, spazio all’unica che voglio davvero ascoltare e che so essere veritiera, benigna, pacifica, delicata eppure franca e sincera, mai prepotente, mai troppo forte e, nondimeno, autorevole, appassionata, chiara.

Ci sono tante cartelle da scartare, parole, righe, pagine intere da cancellare, periodi e frasi da riscrivere completamente, pensieri da affinare, termini da ricercare, stili da abbellire senza esagerare, senza trucchi, fronzoli e…

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Controcorrente

Gerardo Ferrara

WY5T0008-709044

Illustre Teofilo,

La tua ultima lettera mi ha lasciato alquanto preoccupato: leggo che sei stanco, spossato, che ti chiedi il perché di tante, troppe cose e ti domandi che senso abbia continuare a sfidare il mondo, ribellarsi all’assurda evoluzione del modo di pensare degli uomini, sentirsi sempre più soli contro tutto e tutti.

Ti ho lasciato tempo fa a valle, alla foce, promettendoti che, iniziando io a risalire il fiume, ti avrei atteso a metà strada, prima di giungere alla sorgente. Eri allegro e contento al pensiero di dover cominciare una nuova avventura, sebbene io ti avessi messo in guardia dai pericoli del cammino che stavamo per intraprendere, dalle mille insidie che ci attendevano lungo il percorso, non nascondendoti la difficoltà di seguirmi nel luogo dove sto recandomi. Ora, invece, vengo a sapere che lasciandoti il mare alle spalle e avendo appena iniziato a remare controcorrente, sei già in crisi…

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