La strada stretta

Sono cresciuto in un posto pieno di strade strette e tortuose, vicoli e ripide salite. Dalle mie parti siamo abituati a percorrerli sfrecciando in macchina e in motorino. Mi annoia la vista delle grandi pianure, delle vallate sconfinate, dei paesaggi piatti. Forse è per questa ragione che continuo a camminare, da sempre, sulla stessa strada …

Gerardo Ferrara

Dedicato a Chiara ed Enrico, con immensa gratitudine

 

Vorrei nascere

Per dare a questa terra la gioia quando il sole sorge

E la speranza quando tramonta, portando un altro giorno via con sé

 

Vorrei nascere

Per portare un nuovo colore, che sono io, nella realtà ingrigita dal tempo

E disegnare nuovi cieli e nuova terra, nuovi volti e luoghi sconosciuti

Da regalare a te, quando avrai voglia di sognare

 

Vorrei nascere

Per far battere il tuo cuore

Una, cento, mille volte ancora, perché tu viva

In coloro che da me nasceranno

 

Vorrei nascere

Per realizzare i sogni di un altro mondo in questo

E costruire quaggiù le cose che ho visto là, oltre le nuvole

Dove io esistevo già, prima che tu sapessi di me

 

Vorrei nascere

Per comporre melodie sublimi

Suonare i miei accordi e far scivolare le mie dita

Sui tasti di un…

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Gerardo Ferrara

La nebulosa "Embryo" in Cassiopea

Di Benoît Labre

In memoria di Chiara, in viaggio per il cielo dal 13 giugno 2012, S. Antonio di Padova.

C’è posto in una capanna per una storia contrassegnata dal dolore? La capanna, rifugio immerso in un ambiente naturale non ostile, luogo dove restare con se stessi al riparo dal fluire delle cose che scorrono intorno, distaccati, almeno per un po’, anche da ciò che suscita l’inquietudine connessa alla vita ordinaria. Luogo dove meditare ciò che non ha tempo di essere scomposto, compreso e assimilato. Non so se la storia che ho da raccontare possa turbare troppo la pace della capanna, ma l’unico modo è di continuare a scriverla e poi bussare alla porta.

Tutto inizia in una parrocchia di Roma, dove qualche anno fa mi trovo per un incontro tenuto da un medico dall’aria mite, ma appassionata, il quale promette di parlare di un tema poco conosciuto: la medicina prenatale…

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Uno

Scrivere, più che parlare, obbliga a riflettere su ciò che si vuole dire. Verba volant, scripta manent. E' proprio vero: le parole scritte sono come un impronta indelebile e possono segnare a vita sia le persone che le hanno proferite che quelle cui esse erano destinate. Per molti anni ho pensato di non avere nulla …

Gerardo Ferrara

Esco di casa per andare al pozzo. E’ quasi mezzogiorno ed il caldo è opprimente. Intorno a me il nulla: terra sabbiosa, colline brulle, qualche cespuglio qua e là. Sassi roventi e sterpaglie sembrano l’unico ornamento al paesaggio nudo che mi si apre innanzi agli occhi. Il mare non è lontano, ma la canicola ne nasconde i contorni all’orizzonte. Lo cerco, lo desidero, lo sogno, ma lui non si svela quasi mai, non si dona alla mia vista. E’ sfuggente e si nega come le persone che ho amato, non ricambiata.

A volte, il sole è talmente forte che sembra consumarmi e mi sento svenire mentre torno a casa con la giara colma d’acqua. Lo so, le altre donne vanno al pozzo nel pomeriggio, verso il tramonto. Stanno lì tutte insieme, al fresco, mentre attingono e parlano tra loro, si confidano, si confrontano. Sono amiche. Io, invece, amiche non ne…

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Gerardo Ferrara

Cara amica,

ripensavo oggi alle tue parole di tanto tempo fa. Dicevi che, dopo essere vissuta per anni all’ombra di qualcuno, avevi deciso di vivere la vita per conto tuo. Ti sentivi più saggia – ripetevi – e decisa a non farti portare via ciò a cui tenevi di più: la dignità. Questo perché – mi assicuravi – avevi trovato in te l’amore più grande di tutti. Ti avevo chiesto, allora, quale fosse questo amore, perché anch’io ne ero alla ricerca, volevo sapere come si faceva ad ottenerlo. Mi hai risposto: “è facile da ottenere, basta imparare ad amare te stesso”.

Sono passati molti anni dal giorno in cui abbiamo parlato di quest’argomento. Ricordi? Eravamo molto più giovani, ingenui e convinti di potercela fare da soli. Le nostre preoccupazioni erano la scuola, i voti alti o meno alti, i nostri obiettivi futuri. Tu volevi fare la cantante, io volevo divenire…

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